Dalla libreria a Instagram: book influencer alla riscossa!

11/07/2019
PR & Content Specialist

Londra.

Notting Hill.

Una libreria, The Travel Book Co.

Hugh Grant, nei panni dell’impacciato libraio Thomas Thacker, si innamora di Anna Scott, aka Julia Roberts, famosa attrice e sogno di miliardi di uomini, entrata nella libreria in cerca di un libro di viaggi.

“Non dimenticare che sono una semplice ragazza che sta di fronte a un ragazzo e gli sta chiedendo di amarla”.

Scena indimenticabile e un amore da invidiare.

Tralasciamo però gli anni ‘90, le librerie dove tutto può accadere, le storie d’amore e i film che hanno fatto sognare.  

Oggi, gli amanti dei libri possono sceglierne uno direttamente dal divano, già con in mano l’immancabile tazza di thè caldo che accompagna le migliori letture.

Facebook, Instagram, Blog e Youtube sono le nuove librerie dove book influencer, nei panni di appassionati librai, raccontano libri e ispirano milioni di lettori sognatori.  

Dei veri “opinion leader”, se vogliamo fare gli eruditi e citare Lazarsfeld, Berelson e Gaudet. Questi tre signori, nel 1944, hanno infatti elaborato la two-step flow of communication, teoria secondo la quale i media influenzano gli utenti attraversano gli opinion leader, che indirizzano i gusti del pubblico che diventa così opinion follower.

Con il web, e in particolar modo con i social, questa teoria trova sempre più riscontro impersonificandosi nella figura degli influencer, che come il loro nome suggerisce, “influenzano” il pubblico.

Diversi i campi in cui questi opinion leader del XXI secolo trovano espressione: dalla moda alla bellezza fino ad arrivare al mondo del food e dei libri.

Hanno iniziato con i blog e sono approdati sui social, riscontrando un successo sempre maggiore.

Tra loro, colpisce il profilo di Annamaria Petriccione, per tutti “La Contessa Rampante”, omaggio al suo libro preferito, “Il Barone Rampante” di Italo Calvino.

Laureata in filologia moderna e aspirante insegnante, la Contessa scrive articoli e recensioni dove racconta e commenta i libri che ha letto. Lo fa su un blog, su Facebook (dove condivide gli articoli del blog) e sul profilo Instagram, che conta più di 6000 follower ed è in continua crescita.

Stories, dirette e contenuti in cui i libri sono i protagonisti.

Una sera, al telefono, mi racconta un po’ il suo mondo e quello dei book influencer.

Innanzitutto, come più volte sottolinea, quella dei book influencer non è un’attività di “influencing” come le altre. Un po’ sopra le righe, dove la passione è la forza motrice che spinge queste figure a scrivere e raccontare. Il ritorno economico? Quasi inesistente.

Perché lo fanno, vi starete chiedendo. Per puro amore della letteratura e di tutto ciò che può essere trasmesso agli altri attraverso contenuti, recensioni, articoli.

“Questo ci rende sinceri, veri e oggettivi” - commenta Annamaria.

Aggiunge anche che il rapporto con le case editrici è molto soggettivo. A volte sono i book influencer che di loro spontanea volontà recensiscono libri che amano leggere, altre volte sono le case editrici stesse che li contattano inviando loro le nuove uscite o semplicemente libri che interessano agli influencer.

Se il compenso economico è praticamente zero, il tornaconto di visibilità (e di vendite) per le case editrici invece è molto alto.

Per questo, secondo la Contessa, esse dovrebbero puntare molto di più su questi opinion leader coinvolgendoli sempre di più in fiere, premi e attività legate all’ambito.

Non tutti sono d’accordo, però. Un articolo uscito sulla Stampa, dove la Contessa è stata citata, critica, anche se in maniera leggera, la loro figura difendendo i librai, considerati come figure ormai nel dimenticatoio.

Non sappiamo come evolverà il mondo dell’editoria, e la sua conseguente comunicazione, ma di certo impacciati librai come Thomas Thacker ed esperti consiglieri sono ancora attivi nella mission che caratterizza il loro lavoro: consigliare e, se mai, influenzare i gusti dei lettori. Accanto a loro, i book influencer che pian piano si stanno evolvendo ritagliandosi il proprio spazio dove esprimere i loro gusti e vivere la loro passione.

Cosa ne pensa Annamaria del loro futuro?

“Non saprei dire se da qui a diversi anni ci saranno ancora blog letterari o i social che mi trovo a utilizzare oggi per per poter parlare della mia passione. Però, l’amore per i libri sarà sempre presente nella mia vita e in quella dei miei colleghi. Ecco perché sono certa che continueremo a discutere di letteratura e di libri, anche se su altri lidi, utilizzando nuove piattaforme o social”.

Come loro, anche le figure dei librai evolveranno, come conseguente sviluppo ed evoluzione del mondo dell’editoria.

Insomma...stay tuned!