The real virtual event

The real virtual event

14/05/2020
Project Leader

Ad oggi possiamo essere sicuri di una cosa.

Il Covid ha sconvolto totalmente le nostre abitudini, personali e professionali, e continuerà a cambiarle, ridefinendo il concetto di normalità. Passerà alla storia come la nostra piccola evoluzione, alla quale ci adatteremo forzatamente.

In ambito lavorativo, se le varie attività vireranno sempre più verso il digital, saranno gli eventi ad avere uno connotazione tutta nuova.

Gli eventi erano l’esaltazione e la celebrazione della comunicazione. La scelta del concept, la location, l’intrattenimento, la mise en place, tutte cose così concrete, che si potevano respirare e toccare.

Ma ad oggi questa realizzazione fisica è impossibile. Noi addetti ai lavori ci siamo dovuti ricreare, sfruttando le potenzialità del web.

Guardiamo cosa succede attorno a noi: già da qualche tempo il mondo della moda si è dovuto riadattare a questa nuova realtà, creando veri e propri documentari, ricreando così il “sogno” del brand, facendo sfilare da casa propria le modelle. Un esempio? Il livestream A Moment with the Met per celebrare la ricorrenza (quest’anno mancata) del Met Gala. Un altro esempio? I musicisti con concerti live in sincro con la propria band sparsa in altre città e in altre case. Un bellissimo intrattenimento. Ma tutti vorremmo essere sotto il palco a cantare o rivedere ancora una volta la coppia Pitt/Aniston ad un altro evento come il Golden Globe di inizio anno.

Ecco, gli eventi aziendali sono tutto questo (sì anche i gossip!) ma su scala ridotta.

I digital event sono la risposta diretta a queste nuove restrizioni: il timing dell’evento rimane il medesimo con la presentazione di un prodotto e l’intrattenimento musicale in streaming. È sicuramente un nuovo modo di coinvolgere l’utente, per fare in modo che il livestream venga seguito in toto bisogna essere attrattivi, creare emozione seppur da schermo. Un concept molto forte e sviluppato nei giusti modi permette di tenere alta l’attenzione, interessare, e perchè no, entusiasmare.

È abbastanza evidente però la passività del fruitore, in questo tipo di dinamica.

La personalizzazione degli spazi digital e uno storytelling accattivante permettono, però, di rendere più realistica ed emotivamente stimolante la partecipazione.

Siamo quindi pronti a questo cambiamento per una nuova conquista nel campo dei corporate social event. La nostra capacità di adattarci, la fame di conoscenza e la padronanza di strumenti nuovi ci permette di poter offrire un prodotto sempre attuale.

Una piccola nota di chiusura. Parlando di eventi e Covid, potrò dire di essere andata per due mesi ad un privè esclusivo tutti i sabati sera, Jo in the house, e di esserci stata con Chiara Ferragni, Fedez, Simona Ventura, Alessia Marcuzzi e Luca Argentero (che secondo me un po’ ci stava pure provando!).