Google Analytics (Ethical Analyst version)

05/06/2018
UX/UI Specialist & Software Architect

Ho appena acquisito un nuovo cliente, bene.

Progettiamo il nuovo applicativo, bene.

Lo rilasciamo, benissimo.

Ma le statistiche?

Come siamo messi a riguardo?


La cosa migliore sarebbe poter mantenere in un'unica timeline, e quindi in un unico account, le statistiche del vecchio applicativo e di quello nuovo, così da poter fare dei confronti sulle performance.

Capita però moltissime volte che il codice di monitoraggio sia stato generato nell'account del precedente fornitore, il quale potrebbe cancellare quella proprietà in qualsiasi momento, con conseguente perdita dei dati. L'alternativa è un "passaggio di proprietà", contemplato tra le guide di Google Analytics, ma non immediato, prevede comunque che sia il vecchio fornitore a darsi da fare attivamente.

Le soluzioni ci sono, chiaramente, più o meno comode, più o meno veloci. Non parleremo di questo però, parleremo invece di cosa si sarebbe dovuto fare prima, per evitare che dopo si arrivasse a situazioni di questo tipo.


Innanzitutto cominciamo con il dire che la creazione di un account Google Analytics è gratuita e che per ogni account è possibile definire fino a 50 (ad oggi) proprietà diverse, dove per proprietà intendiamo progetti, siti web, app diverse.

Questo non vuol dire che anche l'installazione del codice di monitoraggio e la stesura del report lo siano: se da soli non ne siete in grado e chiedete aiuto può essere che vi venga mostrato un costo da parte di chi avete interpellato.

Il senso del "gratuito" è che a Google non dovete pagare nulla.


Basta una mail gmail o basta creare un account Google con una mail non gmail per essere pronti ad utilizzare Google Analytics, il più potente strumento di analisi e monitoraggio del traffico web (con gli slogan sono sempre andato forte, visto?!).


Creato l'account, creata la proprietà, ottenuto il codice di monitoraggio ed installato sul sito, il sistema inizia a tracciare vita, morte e miracoli di tutti gli internauti (lasciatemi questa licenza poetico-vintage ogni tanto).


Ma c’è un però... (anche perchè altrimenti questo post non aveva molto senso di esistere)


Dato che il codice di monitoraggio è legato alla proprietà, la quale a sua volta è legata all’account, il quale a sua volta è legato alla mail che ha creato l'account che a sua volta al mercato mio padre comprò (respiriamo), ci si ritrova, usando una propria mail - che sia personale o aziendale poco importa - ad essere magicamente ed illegittimamente (aggiungo) proprietari dei dati statistici di un’azienda cliente, cosa che eticamente non è bellissimo.


Il mio consiglio quindi, per essere sempre corretti, è questo:

  • creo un account Google a nome del cliente, o se disponibile ne utilizzo uno già esistente, ma sempre gestito e di proprietà del cliente;
  • con la mail di quell'account Google credo l’account Google Analytics;
  • in quell'account Google Analytics creo la proprietà per l'applicativo che devo monitorare;
  • ottengo così un codice di monitoraggio che è legato al cliente. Non è mio, è suo;
  • installo nell'applicativo il codice di monitoraggio di cui il cliente è proprietario;
  • nell’amministrazione della proprietà aggiungo la mia mail (personale o aziendale che sia) tra quelle che possono leggere i dati, così che li possa anlizzare in tutta comodità quando ne ho bisogno.

Operando in questo modo con tutti i clienti:

  • avendo anche io accesso ai dati con un'unica mail a me comoda posso analizzare le loro statistiche da un unico account Google Analytics, il mio, anche se non sono "proprietario di nessuna proprietà";
  • non devo di conseguenza loggarmi e sloggarmi ogni volta da ogni account Google di ogni cliente (per il quale non dovrei nemmeno conoscere la password, a stare a vedere) per poter analizzare i loro dati;
  • attraverso il suo account Google Analytics attribuisco come è giusto che sia la proprietà dei dati al cliente. Tanto il mio account potrà anche essere un "admin", ma il suo resta sempre un "superadmin";
  • se un domani smetto di collaborare con quel cliente basterà rimuovere la mia mail tra quelle che possono leggere/amministrare i dati. Le statistiche rimarranno comunque memorizzate, visibili e analizzabili per il cliente, per tutto l'arco di tempo in cui il codice di monitoraggio è stato e sarà presente;
  • Il cliente potrà sempre aggiungere e rimuovere altre utenze a suo piacimento, senza mai rischiare di perdere dati e mantenendo così uno storico completo a disposizione di tutti i suoi consulenti.