Tell your truth

Tell your truth

02/10/2020
Media Specialist

Prefazione: 

L’autore suggerisce che per la corretta lettura dell’articolo è consigliato riprodurre Formation by Beyoncé (https://open.spotify.com/track/6g0Orsxv6glTJCt4cHsRsQ?si=MddKgkH5R-2QIHNitOUwWQ). 

Durante l’articolo inoltre non saranno esposte novità, piuttosto un insieme di opinioni che devono in qualche modo diventare realtà. 



Il 2020 è stato tante cose. È tante cose, visto che non si è ancora concluso.

Una parola, in assoluto, racchiude alcuni aspetti della vita che hanno toccato tanti di noi: consapevolezza

Fatti di cronaca, social debate, programmi tv… ci hanno fatto rendere conto che c’è un grande problema di poca tolleranza nei confronti delle persone intorno a noi. 

Parlo di razzismo, omofobia, transfobia, femminicidio, patriarcato etc. 

É difficile individuare il perché ci sia così tanta diffidenza di ognuno di voi verso gli altri… e non ne voglio parlare, soprattutto perchè non ne sarei in grado (https://i.ebayimg.com/images/g/9IsAAOSwFqNZRuN2/s-l1600.jpg)

Ma nel mio piccolo, in questo spazio ma soprattutto nella mia vita, cerco di supportare chi ogni giorno comunica un messaggio di tolleranza, cambiamento, raccontando se stesso e senza paura di esserlo. 


Un messaggio, un’immagine danno valore al cambiamento. 

La comunicazione non è poi tutto questo?! 


Quindi Hell Yeah  

A tutti i Vanity Fair con Vanessa Incontrada che promuove la sua bellezza fatta di curve e difetti.

Alle manifestazione BLM, local e USA, che ci ricordano sempre che i problemi esistono da sempre ed è veramente ora del cambiamento. 

Alle Chiara Ferragni che si espongono anche per gli omicidi di questo paese verso ragazzini neri 

… 


Ma soprattutto a tutte queste persone che si sono esposte, che accettano gli altri al di là di tutto. 

Che non hanno paura di dire la loro. 


Non credo mai che campa 100 anni chi si fa i c**** suoi.  Credo che il futuro DEBBA essere in sole due direzioni: da una parte la denuncia, l’assenza di silenzio verso chi ancora oggi discrimina e punisce il “diverso” (che poi diverso da chi?) e dall’altra parte l’empowerment, sentirsi liberi e potenti di essere se stessi.. Le uniche etichette del futuro? Quelle di Jil Sander, baby. 


Una sineddoche di questo pensiero? Sicuramente (potete interrompere Beyoncé ora) https://www.youtube.com/watch?v=535_479z-hM, Diesel che ci insegna che sono chi decido di essere, senza paura.

Sì… è l’ora, ed è sempre stata l’ora, che anche i brand dicano la loro. 

Ed alla fine questo articolo è proprio tutto questo, Amen. 


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