Non può comprendere la passione (e la comunicazione) chi non l'ha provata.

25/10/2019
Project Leader

ILLUSIONE: dal latino ludus, giocare. Illudere vuol dire portare qualcuno nel nostro gioco, creare delle regole, un contesto, una storia in cui siamo noi a dirigere.

Così come disilludere significa "cacciare" via qualcuno dalla favola che avevamo scritto, dal piano che stavamo costruendo.

Siamo molto abituati a connotare l'illusione nel senso di falsa speranza: questo perché è il significato che ci brucia di più, che ognuno di noi ha sperimentato, per cui ha anche sofferto.

Ma allargando la visuale notiamo che il senso ampio di illusione è un gran cavallo di battaglia della nostra vita, è un momento che dedichiamo a noi, un cassetto segreto dei calzini spaiati, di quei jeans che non ti entrano più, ma mannaggia quante volte ci hai ballato fino al mattino, di quel messaggio che vuoi mandare ma aspetti sempre quel benedetto momento giusto.

Non succede, ma se succede...

Ogni oggetto, ogni cosa che ci circonda è stata prima un pensiero, anche sbadato, nella testa di qualcuno: è quel pensiero dolce prima di dormire, quella intuizione appena svegli, quel abbandono del cervello al semaforo, dopo una lunga giornata di lavoro.

Ecco ci siamo, dall'illusione all'idea.

Le illusioni fanno quindi parte del gioco che prepariamo per il domani, sono il NOSTRO campo dove portiamo gli avversari, dove capiamo come superare gli ostacoli: mi sto illudendo, ma sto anche costruendo qualcosa di migliore.

L'illusione è la nostra realtà. Perché del mondo là fuori vediamo il poco che i nostri occhi sono in grado di vedere e ci aggiungiamo quello che il cervello (o il nostro cuore?) vuole farci credere. Il risultato? Una rappresentazione delle cose che non è reale per niente.

Ma c'è un risvolto positivo. Capire come e perché questo accada permette di arrivare a rappresentazioni nuove, più ampie e versatili. Più genuine. A volte eroiche.

 Grandi Illusi hanno fatto la storia. Mazzini già nel 1831 (!) parlava di una Giovane Italia, dove proponeva un nuovo modello di lotta politica che, innanzi tutto, voleva coinvolgere le masse per giungere ad un moto insurrezionale popolare e nazionale, con un forte interesse per i giovani che erano eletti come elementi nuovi da invitare alla lotta politica. Cavour, "il saggio", il realista del tempo rispondeva "L’Italia? Un carciofo di cui i Savoia mangeranno una foglia alla volta."  

Oggi chi ha vinto? Chi ci ispira di più? A chi guardiamo con orgoglio?

Perché scrivo di illusioni, di vittorie e di sconfitte?

Perché è strettamente connesso alla responsabilità del lavoro della comunicazione.

Bisogna comunicare la realtà delle cose, senza dimenticare che ogni progetto è stato per prima cosa il sogno di qualcuno, la sua passione strettamente connessa a qualcosa che qualcuno ha chiamato illusione. Abbiamo il dovere di "portare a terra" tutto questo, discernendo tra ciò che è illusione è ciò che può diventare reale.

Dante sviene due volte nella Divina Commedia. Una di questa è davanti a Paolo e Francesca, perché si sente in colpa, lui Poeta Stilnovista, di averli illusi all'amore e quindi di averli trascinati nell'Ade.

Ecco il nostro lavoro è scrivere una poesia d'amore, sentita, vera, per il lavoro dei nostri clienti, che non li porti all'inferno dell'insoddisfazione ma nel paradiso dei sogni che si realizzano.