User first, ad ogni costo

04/07/2014
Head of UX/UI & Software Architect

Quando ragioni un sistema, quando lo respiri e quando hai premura verso ciò che fai, ti sforzi di pensare laterale, trasversale, differente; perchè l'unico vero reale obiettivo che credo sia lecito avere è soddisfare i bisogni di chi, poi, questo sistema lo utilizzerà per davvero. Personalmente reputo la cosa sufficientemente scontata, al punto che non mi sono mai posto il problema di sottolineare con altisonanti acronimi come sto per fare ora che so dell'esistenza dell'UCD, che so se è nata prima la UX o la UI e che è in questo senso che progetto. A mio parere non dovrebbe esserci un nome per queste cose, se non un semplice "fare le cose bene, pensando", visto che apparteniamo ad una specie dotata di tale caratteristica.


Ma forse, nel mondo dei vali in funzione di quanti selfie spopolano sul tuo profilo o di quanto sei glamour il venerdì sera all'apericena è necessario fare un passo indietro, forse qualcuno in più ancora.

Se è servito addirittura definire lo User-Centered Design, appositamente intendo, dandogli un nome, significa che serviva identificare ed isolare un modo di pensiero rispetto ad almeno un altro che evidentemente non si fonda su tale presupposto.

E questo mi lascia perplesso. Come può esistere qualcosa di NON User-Centered Designed? E se esiste, cos'altro mai può essere?

Easy-Money-Centered Design?

Careless-Centered Design?

Nothing-Centered Design?

Any-Other-Way-Centered Design probabilmente...


Se forniamo ad un cliente un servizio per i suoi clienti, che sia offline, online, laterline, maybeline, perchè non dobbiamo preoccuparci degli end-user, tradendo le loro aspettative? Tutti gli anelli della catena commerciale/progettuale/produttiva/amministrativa dovrebbero essere lì, esistere, solo con quello scopo: vendere, progettare, produrre e farsi pagare qualcosa che nè loro nè il cliente userà mai ma che altri useranno molto e per molto tempo.


Qual è quindi lo scopo reale, comunemente parlando di questi anelli? Fare il minimo indispensabile (e passivamente è l'imperativo) ma se anche tralascio entrambe va bene lo stesso?

La visione di insieme che solo un progettista di larghe vedute é in grado di garantire permette il soddisfacimento non solo del cliente a cui forniamo un servizio ed all'azienda che può aggiungere un'altra tacca, ma pone un occhio di riguardo al target dell'applicativo stesso, che non é nessuno di questi ed é il reale fruitore. I ruoli sono importanti, ma lo é di più la differenziazione, di questi.

Non siamo obbligati a lavorare male per forza, possiamo ribellarci a questo sopruso! Think Power!!!