Dialogo sul comunicare.

Dialogo sul comunicare.

16/03/2020
Socio Dirigente

Stamattina, dopo dieci giorni di infodemia, ho ripensato a questo telegrafico racconto russo. 

Due persone sono sedute in una stanza. Entrambe sono silenziose. Ad un certo punto una di loro dice “bene!”, l’altra non risponde. 


Nell’estratto del testo di Bachtin/V. N. Vološinov, l’avverbio “bene” potrebbe essere stato usato in modo ironico. L’importanza del contesto è cruciale, non è vero? 

“L’altra non risponde” trasmette, senza mezzi termini, un messaggio inequivocabile. Non si può non comunicare, anche quando si rimane in silenzio. 

Quindi. Ritorniamo a parlare di oggi. 

Nelle ultime settimane abbiamo tutti un'emergenza comune da affrontare. 

Le imprese devono sforzarsi di agire e allenare la propria intelligenza emotiva. La capacità di riconoscere e gestire le emozioni e allo stesso tempo intuire, comprendere, rispondere correttamente alle emozioni degli altri. La capacità di motivare se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, come ha lucidamente descritto Daniel Goleman.


Quindi. Facciamolo ritrovando il senso di comunità. Plachiamo il panico che va diffondendosi senza minimizzare paure giustificate. 

Le imprese sono comunità piccole dentro comunità più grandi. Anche se il loro valore non è pienamente riconosciuto a livello sociale (con le dovute eccezioni come il progetto “E.L.I. – Essere l’Impresa” de LE Imprenditrici dell’Associazione Industriale Bresciana http://www.aib.bs.it/chi_siamo/le_imprenditrici) sono sicura che nella mente di tutti sia chiaro che le aziende contribuiscono al circolo virtuoso dell’evoluzione della società stessa. Un motore che non può e non deve fermarsi. 


È fondamentale, allora, non trascurare la comunicazione. Prendiamo atto che l’Italia che lavora se si ferma non sarà a lungo, l’Italia che lavora non può chiudersi nel silenzio. Diamo voce positiva, responsabile e coerente, al desiderio di tornare alla “normalità”. 


Parliamone a voce alta.