Abbattiamo i tabù

Abbattiamo i tabù

10/11/2020
Graphic Designer

La femminilità in nuova luce

Parliamo di mestruazioni. Carina come intro, no? Con questo incipit ci siamo già giocati la totalità del pubblico maschile. Perché? Il ciclo mestruale è una realtà quotidiana della vita di una donna, ma è spesso trattato come fonte d’imbarazzo e di vergogna. Un argomento lontano dall’interesse comune, soprattutto maschile. 


Se le donne sono le prime a nasconderlo perché altri dovrebbero interessarsene?

Potremmo parlare di retaggio culturale. Educativo. Sin dalla prima mestruazione ci è stato detto, in un sigillo che si ripropone di madre in figlia dall’alba dei tempi, di non sporcare e di non disturbare. È un atto silenzioso. Privato. Individuale. 

In linea di principio, quindi, siamo le prime fautrici del nostro destino. Ma le cose cambiano. La società cambia. Noi donne cambiamo. È nostro dovere impegnarci per abbattere quei pregiudizi che resistono intorno ad un tema così importante, legato alla quotidianità di tutte noi, stimolando e mantenendo vivo un dibattito costruttivo. Affrontando la valenza politica, culturale e sociale del corpo femminile. Per riappropriarcene. 


La pubblicità è il nostro migliore alleato? 

VIVA LA VULVA è la nuova campagna firmata Nuvenia, marchio Essity, che si schiera dalla parte della donna mostrando e celebrando la femminilità.

Un inno alla celebrazione della body positivity degli organi genitali femminili esterni, che incoraggia le donne a normalizzare la diversità e ad accettarne la bellezza intrinseca di ogni sfumatura. Apprezzandone l’unicità, conoscendone la conformità, la diversità zona per zona, i punti erogeni e i punti sensibili. 

Il brand, noto per essere leader nel settore degli assorbenti femminili, lancia così un adv multicanale che non si focalizza solo sul prodotto finale, perdonate l’ironia, dell’apparato riproduttivo ma ne racconta le storie di chi lo accoglie. 


“Nasciamo, libere dai TABÙ

Ce li mettono addosso crescendo in una società

che alimenta ogni giorno stereotipi estetici

dove ciò che è NORMALE risulta distorto

Viviamo di immagini di PERFEZIONE

Labbra, seni perfetti CORPI perfetti, Vulve perfette

Ma non esiste un solo modo di essere DONNA

Siamo TUTTE diverse MERAVIGLIOSAMENTE uniche

Esiste SOLO UNA VULVA perfetta, la TUA” 

(fonte: nuvenia.it)


Riscontro social

Se da un lato non abbiamo il feedback immediato degli spettatori TV, abbiamo però sott’occhio i commenti vivi degli utenti sui social.

In questo frangente, come ovvio, il pubblico si è diviso. Da un lato abbiamo degli utenti che lo trovano geniale, creativo, contenti che finalmente un brand faccia vedere la realtà e promuova l’inclusività. Dall’altro abbiamo gli indignati che insultano e commentano, a volte volgarmente, la campagna e il brand. Molti di questi sono stati scritti da donne che si vergognano di come sia stata rappresentata la loro femminilità e di come questa venga trasmessa a tutti tramite lo spot. Tramite l'hashtag della campagna #VivaLaVulva ne potete seguire direttamente l’evolversi nel corso del tempo. 

Un punto rimane fermo. E qui torniamo al punto di prima. Se le donne, per prime, non cambiano atteggiamento e non cercano di abbattere questo tabù, chi può farlo? Perché continuare a fossilizzarci in un retaggio che vede la sessualità come qualcosa da nascondere?


Un lavoro di tipo culturale

Nuvenia è da sempre un brand schierato. Qualche anno fa rilasciò la campagna #BloodNormal, trasmettendo in TV uno spot dove il sangue mestruale ritornava ad avere il suo colore naturale. Non più blu, ma rosso, perché sia chiaro: neanche ai fertili tempi che furono la Regina Elisabetta ce l’aveva di quel colore. 

Quindi sì. La pubblicità può essere un mezzo per evidenziare i cambiamenti. Così come è possibile ai brand creare contenuti di valore. 

Abbiamo bisogno di più spot di questo tipo per promuovere quella che è la normalizzazione della donna nei media. Spot e campagne sensibili che ispirino le persone a sentirsi libere di essere se stesse, senza limiti.

Per poter dire, per sempre, VIVA LA VULVA.